A proposito di questo spazio

(La foto sotto la testata è di Antonio Casablanca, dalla voce Casalvecchio Siculo curata dallo stesso per  wikipedia.org).

Il motivo che mi ha suggerito la creazione di questa pagina web risiede, ovviamente, nell’appartenenza (mia e d’altri amici, parenti, compaesani, “vicini e lontani”, come diceva un presentatore di ieri) ad una comunità fatta di compresenza di passato e presente, di memoria e perdita di senso, nel legame (sentimentale, culturale. sociale) con un luogo (Casalvecchio Siculo, in Sicilia, con la valle d’Agrò ed i luoghi dei dintorni, e con tutte le tematiche che vi sono collegate);  è fondamentale ripartire dalla memoria, dall’identità, da un legame leale tra le persone, a prescindere da ogni lontananza, a partire dal non voler recidere le proprie radici. Ci da lo spunto  questo nostro minuscolo paese posto (sin dall’epoca greca) sul versante jonico del messinese: da esso,nel corso dei decenni, dalla fine degli anni Quaranta, v’è stato un vero e proprio esodo, sicché ad oggi nel mondo esiste “un’altra Casalvecchio”, fatta di “casalvetini” anche di seconda e terza generazione, mentre il paese tende tuttora a spopolarsi. Speriamo che questo spazio in rete, oltre ad essere un mezzo di conoscenza per tutti i visitatori interessati, possa rappresentare un momento di incontro fra quanti, vivendoci tuttora o risiedendo lontano, continuano a essere appassionati per un antico/presente legame. Perché anche il passato può parlare la lingua dell’oggi.

I testi e le immagini tratti da internet sono considerati di pubblico dominio: se la loro pubblicazione dovesse violare il diritto d’autore vi preghiamo di comunicarcelo via mail, qui,  e provvederemo a rimuoverli.

Enrico De Leadelenri@gmail.com

Responses

  1. Ce lo portiamo nel cuore, Casalvecchio, la sua vista ampia e luminosa sul mare dello Stretto, fino a capo Spartibento, la tramontana d’inverno e il fuoco del sole d’agosto.
    Alla mia età sono i ricordi a prevalere, e, se a qualcuno interessa, potrei provarmi a ricostruire atmosfere e stati d’animo d’un tempo.
    Comunque, che ci sia un posto in cui scambiare parole e ragionamenti, mi sembra un’ottima cosa.
    Grazie Enrico. Buon lavoro!

  2. Il nome Enrico De Lea mi ricorda il maestro De Lea, un autentico signore che conobbi negli anni dell’adolescenza, quando tornavo per qualche mesa nel paese dove sono nato e che ho lasciato nella primissima infanzia. Ricordo anche Alberto Alberti che se non sbaglio fu sindaco del paese e ricordo soprattutto una fiorente gioventù studiosa e assetata di cultura, di cui mi rimangono soltanto i nomi: Lombardo, Nino Famulari, Salvatore Palella,Onofrio Chillemi, Nino Costa ed altri. Chissà dove si trovano oggi. Ma non scrivo per ricordare il passato, quanto per rattristarmi del presente. Dopo molti anni, lo scorso dicembre son tornato a Casalvecchio. E’ difficile descrivere il mio sgomento nel percorrere le strade deserte, nel vedere le case deserte, nel constatare lo stato di abbandono e di degrado in cui versa tutto il centro abitato, nel sapere di gravi vicende che fanno pensare all’emergere di una delinquenza che non è mai nel passato esistita nel paese. Che tristezza e quale rammarico che si perdano occasioni per ridare dignità e prestigio ad un paese che nei tempi andati ne ebbe a dismisura.

    • Grazie, caro Casablanca, del commento colmo di memoria e di affetto per il ns. paese e le persone che lo hanno amato.

  3. Chissà dove siamo! Sì, caro Casblanca, “chissà dove siamo” lo dico anche di me stesso. Dove sono? Sto a Roma e sono a Casalvecchio nello stesso tempo, ma quando mi trovo a venire a Casalvecchio subito sono altrove, non nello spazio ma nel tempo. I nomi che tu ricordi mi girano sempre nella testa, insieme ad altri. E sono volti e parole e momenti di vita. Soprattutto di battaglia politica perchè la mia presenza a Casalvecchio, dopo l’adolescenza passata a studiare a Messina e le prima giovinezza in giro per la Calabria e le pendici dell’Ena come maestro elementare, fu segnata dalla partecipazione alle campagne elettorali, la prima per il Consiglio comunale del paese (1960) e, poi, viva via, per le elezioni politiche e regionali degli anni successivi. Finchè finì per caso a Roma.
    Casablanca è un nome con tanti volti. E tanti ricordi e buoni pensieri.
    Ciao


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