Pubblicato da: enrico de lea | settembre 13, 2015

LA SS. ANNUNZIATA DI CASALVECCHIO (dalla rivista Archivio Storico Messinese n.88)

CARMELO PUGLISI
IL MONASTERO BASILIANO DELLA SS. ANNUNZIATA DI CASALVECCHIO

Con titolo di Priorato-Infermeria del Monastero dei SS. Pietro e Paolo d’Agrò
Su questo monastero basiliano, l’unico fondato, sembra, in epoca moderna, a quanto ci risulta, nessuno finora ha scritto. Pertanto, cercheremo di dare qui qualche notizia. I padri basiliani, da tempo, avevano notato che nel Monastero dei SS. Pietro e Paolo d’Agrò vi era una morbilità e conseguente mortalità superiore alla media degli altri monasteri. Non sapendo come spiegare il fenomeno i monaci si convinsero che molte delle malattie che li colpivano erano provocate dall’aria insalubre che si respirava al Monastero, dovuta alla macerazione del lino e della canapa, che, da molto tempo, veniva praticata in certi laghetti creati artificialmente in quella parte del fiume, vicina al monastero stesso [1]. Il sospetto dei basiliani sembra sia stato fondato, infatti il Visitatore De Ciocchis in data 26 settembre 1742 stabilì [2] che le Curie di Forza D’Agrò e di Savoca emanassero ogni anno un Editto che ammonisse tutti a non più curare lino e canapa nel fiume vicino al monastero sotto pena di una multa di onze cinquanta e del carcere. Se poi le suddette Autorità avessero omesso di farlo sarebbero state soggette al pagamento di cento onze. La fondatezza del sospetto dei padri basiliani sembra inoltre ancor più avvalorata dallo allarme generato dalle continue assenze per malattia degli impiegati ai “posti telegrafici”. Da qui la Circolare 7 Luglio 1854 del Luogotenente Generale il quale, tramite l’Intendente di Messina, la inviava a tutti i Sottointendenti e Sindaci della Provincia per vietare la macerazione del lino e della canapa entro tre miglia dai posti telegrafici pubblici, sotto pena di pesanti sanzioni [3]. Pertanto, nel 1596, l’Abate del monastero, sottolineando le condizioni pestifere dell’aria ed il fatto che i monaci erano costretti a farsi curare in casa di amici secolari, supplicava il Viceré, per tramite del Tribunale del Regio Patrimonio, affinché il monastero venisse autorizzato a spendere – per la fabbrica di una infermeria nella Terra di Casalvecchio luogo il più vicino al monastero di buona aria e dentro un feudo della medesima abbazia – le somme necessarie, prelevandole da quelle assegnate per le fabbriche dello stesso monastero di Agrò. L’Intendente quindi, con lettera del 19 ottobre 1596, diretta al Secreto della città di Messina, richiedeva di eseguire la dovuta istruttoria e al termine di essa, con altre lettere del 19 Agosto del 1597, dirette ai deputati e depositari delle fabbriche della Terra di Agrò, venne concesso di poter spendere, dalle somme assegnate dal Visitatore Francesco del Pozzo per le fabbriche del monastero di Agrò, quelle ritenute necessarie per la costruzione di detta infermeria, nella Terra di Casalvecchio. L’opera, in esecuzione dell’Ordine Viceregio e del Tribunale del Regio Patrimonio, venne eseguita negli anni successivi con la costruzione di una sala, cinque stanze ed altre officine e sorse sul terreno limitrofo alla chiesa dell’Annunziata. Nel 1620 poi, i Rettori della Confraternita dell’ Annunziata concessero ai monaci di S. Basilio la loro Chiesa con il terreno attorno e la rendita di 12 onze annue di cui godeva, per il sostentamento dei religiosi, ed al luogo si diede il titolo di “Priorato” benché fosse fabbricato e servisse effettivamente come infermeria del monastero di Agrò che complessivamente aveva comunque una rendita annua di onze 72 [4]. Nel Priorato furono tenute dai Basiliani diverse Diete Provinciali e Generali tra cui ricordiamo, in ordine cronologico, quella Provinciale del 17 Ottobre 1622, quella Provinciale del 28 Ottobre 1624 e quelle Generali del 30 Settembre 1625 e del 29 Ottobre 1625 [5]. La scelta del Priorato della Annunziata di Casalvecchio per la celebrazione di dette Diete fa pensare che il posto, per la modernità della sede, e per l’aria buona della collina casalvetina la facessero prediligere. Per quanto riguarda l’attività svolta dal detto Priorato-Infermeria risulta [6] che in esso dimoravano ordinariamente quattro religiosi i quali quotidianamente celebravano la Messa, recitavano l’Ufficio divino e somministravano i Sacramenti alla popolazione di quella contrada, mentre per quanto riguarda l’attività infermieristica nessuna notizia in particolare è stata tramandata. Il 17 Dicembre 1649 il Papa Innocenzo III con la Constitutio circa statum Regularium in Italia & insulis adìacentibus ordinò che entro quattro mesi dalla sua pubblicazione tutti i monasteri, conventi e case religiose inviassero a Roma una relazione contenente il nome del fondatore, l’anno di fondazione, il sito, ovunque si trovasse in città, villaggio, campagna o bosco e la distanza dal centro abitato più vicino, ed insieme a tutte le entrate ed uscite a partire dagli ultimi sei anni anche il numero dei religiosi in atto dimoranti nelle case con i loro nomi e cognomi. Risulta [7] che il Priorato dell’Annunziata di Casalvecchio, entro i termini concessi, ossia in data 8 aprile 1650 inviò una dettagliata relazione da cui ricaviamo altre importanti notizie. Viene confermato, anzitutto, che esso fu fondato, come sopra avevamo già detto, nel 1620, con la concessione da parte dei confrati e dei Rettori della Confraternita dell’Annunziata della loro chiesa dedicata appunto alla Vergine Annunziata ed anche col consenso ed autorità di fra Ludovico Aliaga, Archimandrita del tempo e del Rev.mo Padre Don Giovanni Domenico Crupi Abate generale dell’Ordine Basiliano e dei Giurati dell’Università di Casalvecchio. Risulta inoltre che la chiesa fu concessa dai confrati e Rettori della Confraternita della SS. Annunziata assieme con tutti i suoi giocali ed ornamenti e fabbriche e di aver avuti assegnati 30 scudi di rendita con l’obbligo di celebrare una Messa al giorno, assistere la Congregazione e recitare il solito Officio. Dalla detta relazione risulta altresì che il Monastero possiede tre case di cui due terranee ed una solarata le quali rendono di affitto, togliendo le spese di riparazione, ragguagliato il tutto agli ultimi sei anni, scudi 3. Inoltre ha una proprietà terriera con gelsi e vigna che rende annualmente scudi 2 e baiocchi cinquanta. Un’altra proprietà ha nel feudo dell’abbazia di Agrò con gelsi, vigna ed altri pochi alberi che rende annualmente scudi 2. Possiede inoltre terreni lavorativi nel territorio dell’università di Casalvecchio che ogni anno rendono, detratte spese e grandine, scudi 3. Possiede ancora un “lochetto” piccolissimo di rendita annua di scudi 1, nonchè un giardinetto, dentro il monastero, dal quale si ricava fogliame in parte usato per la dieta dei monaci di rendita di scudi 20. Possiede infine diverse partite di censi perpetui dai quali si ricavano annualmente scudi 179.

Da parte sua il Monastero ha le seguenti spese: – Per riparazione delle fabbriche del monastero annualmente scudi 7; – per la sacrestia: sacra suppellettile, cera, olio e vino scudi 10 – per spesa ordinaria di vitto scudi 100 – per vestiario dei religiosi scudi 57 e baiocchi 50; – per medici medicine barbiere e lavandaia scudi 6 – per altri bisogni della religione in occasione di capitoli scudi 4 – per copie di scritture per l’esazione dei censi scudi 3; – per spese straordinarie di biancheria, letti, ed altri mobili di casa «robbe» di tavola o di cucina e simili all’anno scudi 6.

Inoltre ci risulta che alla data della suddetta relazione nel monastero dimoravano tre sacerdoti ed un chierico e cioè: l’abbate Don Pietro Lo Previti di Massa, don Angelo Vinci di Messina, Don Paolo Crupi di Casalvecchio ed il chierico don Teodoro Pizzolo di Casalvecchio.
Nel 1663 però La Santa Sede emanò l’ordine di abolire tutti quei monasteri e conventi che non avessero rendite sufficienti per garantire il sostentamento di almeno sei religiosi e quindi l’Arcivescovo di Messina tra gli altri, soppresse il Priorato di Casalvecchio. A seguito di ciò l’Abate Provinciale di Sicilia propose ricorso nel quale evidenziava anzitutto che nell’Ordine generale pervenuto da Roma, tra i monasteri da sopprimere in esso indicati, non era compreso quello di Casalvecchio e poi che essendo de iure Patronatus Regij in quanto connesso con l’Abbazia di S. Pietro e Paolo d’Agrò, non era possibile doversi sopprimere anche perché provvisto di una rendita annuale di onze 72 più che bastante per il sostentamento dei religiosi addetti all’Infermeria, rendita che si sarebbe perduta non potendo de iure Patronatus Regij separarsi tant’è che l’Ordine Pontificio aveva salvaguardato tale diritto del Fisco [8]. Il ricorso fu accolto ed il Priorato riprese la sua attività non solo di infermeria ma anche di esercizio del culto e somministrazione dei Sacramenti alla popolazione di quel centro, come prima “con molta ammirazione e soddisfazione delli popoli” [9]. Nel XVIII secolo il Monastero basiliano della SS. Annunziata, anche se indirettamente, entrò in conflitto con l’altro Monastero agostiniano di S. Teodoro esistente in Casalvecchio. La Confraternita dell’Annunziata e la Confraternita di S.Teodoro per raggiungere una banale priorità di posto nelle processioni religiose furono condotte a tutelarsi giudiziariamente avanti la Gran Corte Archimandritale di Messina [10]. In data 19 Aprile 1751 detta Gran Corte emanò una provvisionale [11] che eliminava l’inconveniente colla disposizione “Non dovere né potere l’una Confraternita intervenire nella processione dell’altra nec e contra”. Tale rimedio, però, fu ritenuto peggiore del male ed a lungo andare prevalse il buon senso di venire a più miti consigli addivenendo il 24 Marzo 1760 ad un atto di transazione in Notar Don Mariano Di Blasi [12] secondo il quale, per il futuro ed in perpetuo, le due Confraternite, con le loro rispettive insegne, simulacri e bandiere, nel giorno della celebrazione della festività tanto di detta Santissima Annunziata, quanto del glorioso martire San Teodoro, dovranno seguire il seguente cerimoniale: la Confraternita festeggiante, poco distante dalla sua chiesa dovrà incontrare l’altra convitata e questa convitante dopo che si farà tale incontro ed il solito dibattimento delle bandiere, dovrà dare la destra alla convitata sino che entrano in chiesa nella quale chiesa la Confraternita della SS. Annunziata, ancorché festeggiante, quella di S. Teodoro debba situarsi in Cornu Evangelij dove è solito stare e nello uscire la processione, nel giorno della festività della Beatissima Vergine deve precedere ed uscire prima la detta confraternita di S. Teodoro con le sue insegne e simulacri e dopo quella della Santissima Annunziata anch’essa con le sue insegne. Nel giorno però della festività di S. Teodoro deve precedere di uscire dalla chiesa prima la detta confraternita della SS. Annunziata e dopo quella di S. Teodoro con le sue insegne e simulacri e questo nonostante la inveterata precedente consuetudine e disposizione del predetto Provvedimento Provvisionale della Gran Corte Archimandritale. Fu stabilito infine che in tutte le altre Funzioni e Processioni che in questa Terra di Casalvecchio sogliono farsi, la maniera ed il modo di processionarsi sia con darsi il loco “Più maggiore” alla suddetta Confraternita di S. Teodoro perché più antica di quella della Santissima Annunziata . Questo il nocciolo dell’accordo . Di questa Confraternita di S. Teodoro che in questo atto di transazione viene indicata come più antica dell’altra della SS. Annunziata non v’è alcuna notizia in nessun scrittore di cose siciliane. Il Puzzolo Sigillo ha dato solamente qualche notizia circa la fondazione del convento di S. Teodoro traendola dall’opera: “Lustri istoriali degli Agostiniani Scalzi della Congregazione d’Italia e Germania” di autore ignoto che ne parla al Lustro quindicesimo, foglio 452 [13].

Da questo LUSTRO 15°, tra l’altro, risulta che esistendo in Casalvecchio la Chiesa di S. Teodoro, questa fu offerta ai padri agostiniani di Messina, in occasione delle prediche che fecero in questa chiesa nell’anno 1661, per la fondazione di un convento e dopo essere progettato e condotta a termine la fabbrica, il Diffinitorio dell’anno 1671 dichiarò questo convento Casa di Priorato, eleggendovi per primo Priore il P. Raffaele della Presentazione e come Sottopriore il P. Damiano di S. Antonio. Questo Priorato pertanto risulta più recente di quello della SS. Annunziata, ma non è detto che la Confraternita non potesse esistere da prima e quindi essere più antica, così come risulta dal predetto atto di transazione tra le due confraternite.Dopo il 1855, con l’entrata in vigore delle leggi eversive dell’asse ecclesiastico e dell’abolizione delle Corporazioni Religiose, sia il Monastero basiliano della SS. Annunziata sia quello agostiniano di San Teodoro furono incamerati dal Demanio dello Stato e successivamente venduti a privati che li hanno lasciati distruggere.

Differente risulta la situazione delle due Chiese. Quella dell’Annunziata fu menzionata dal Pirro in Sicilia Sacra Libro IV Notizia I, ove parlando della chiesa di S. Onofrio aggiunge: “Est et alia S. Mariae Annunziatae sub Monachis Basiliensis” nonche da V.M. Amico nel suo “Lexicon Topographicum siculum” alla voce Casale Vetus, mentre il traduttore dell’Amico Gioacchino Di Marzo nell’Appendice generale, sempre alla voce Casalvecchio, accenna anche al convento scrivendo: “Una grancia di ordine basiliano, che esisteva in questo Comune è resa inabitabile perché le fabbriche minacciano rovina; ma per ristorarsi l’edificio e soddisfarsi i legati cui va soggetta se ne è affidata l’Amministrazione all’Abbate di Mandanici”. Oggi la situazione delle due chiese secondo informazioni fornitemi dal Rev. Parroco P. Gerry è la seguente: la Chiesa dell’Annunziata ha avuto eseguiti da parte della Soprintendenza di Messina alcuni lavori di restauro e si spera che presto sia riaperta al culto, mentre quella di San Teodoro ha il tetto parzialmente crollato e puntellato dalla Soprintendenza e non si sa ancora quando sarà riaperta. Ultima notizia, degna di nota, fornitami dal suddetto parroco, è che le due confraternite, dopo tanti secoli e tante vicissitudini, sono ancora oggi in vita e partecipano attivamente così alle attività parrocchiali, come alle feste e processioni religiose. Solamente il numero dei confrati è diminuito; ma ciò è normale. Infatti in seguito all’esodo dai paesi e dalle campagne, la popolazione è molto diminuita in quel pittoresco e civilissimo [14] centro collinare della riviera ionica messinese .

Note

[1] Archivio Segreto Vaticano. Fondo Basiliani, Vol. 8, f. 269r. 2 G. A. DE CIOCCHIS: De regio sacrarum visitationum per Sicilia iura, diatriba sive apparatus ad regiam visitationem Joannis Angeli De Ciocchis ab eo conscriptus etc., Palermo 1816, p. 365.

[3] Giornale dell’Intendenza della Provincia di Messina, 1854, pp. 75-76.
[4] Arch. Segreto Vaticano, Fondo Basiliani Vol. 8, cit. ff. 269 r-v.

[5] Arch. Segreto Vaticano, Fondo Basiliani,Vol 4, ff. 90r, 94r, 99r, 106r, 112rv, 116rv.

[6] Ibidem, Vol. 8., f. 269 rv.

[7] Ibidem, Vol. 7, ff. 342rv-343r.
[8] Arch. Segreto Vaticano, Fondo Basiliani, Vol. 8, f. 269r cit.

[9] Arch. Segreto Vaticano, Fondo Basiliani, Vol. 8, f. 269r cit.

[10] D. PUZZOLO-SIGILLO, Una materia di contendere nel sec. XVIII, in Archivio Storico Messinese 1907 pp. 118-135.

[11] Detta provvisionale come si rileva dal successivo atto di transazione del 24 marzo ottava indizione del 1760 in notar Mariano Di Blasi nel quale è riportata è del seguente tenore:Die decima Nona Aprilis decimae quartae Inditionis 1751: Fuit provisum, et mandatum per Illustrissimum et Reverendissimum Don Prudentium de Pattis Abbatem Cassinensem Vicarium Generalem Magnae Curiae Archimandritalis huius Nobilis Urbis Messane ad petitionem, et istantiam Confraternitatum,unus sub nomine Sanctissimae Annunciationis, et alterius Sancti Theodori Universitatis Ruris Veteris, quod utique ab hodie in anthea in solemnitatibus utriusque Confraternitatis in quibus solet fieri Processio pubblica quaelibet ipsarum, non teneatur, nec debeat interesse processioni alterius, sed Confraternitas, quae processionem pro sua solemnitate, et Festo instituit eam sola, et per sé absque interventu alterius Confraternitatis, agat, et hoc ob evitanda Jurgia, Scandala, ac competentias: Jn aliis vero processionibus generalibus ipsius Universitatis servetur pro ut actenus servatum est sine ulla novitate, et ita exequetur in posterum ab unaquoque ex dictis Confraternitatibus, et Confratribus eas componentibus, sub pena unciarum centum pecuniarum Fisco dicte Magnae Curiae Archimandritalis apposita in casu trasgressionis presentis provisionis ac determinationis; et hoc stantibus comparentibus in contradictorio iudicio factis, ac auditis Iuribus et rationibus utriusque partis et non aliter etc. Unde etc. scribatur. Abbas de Pattis V.G. = Ex originali esistente in Archivio Magnae Curiae Archimandritalis huius nobilis urbis Messane extracta et presens copia collatione salva: Sacerdos Abbas Franciscus Impellizzeri Magister Notarius”.

[12] Riporto quì l’atto di transazione come desunto e pubblicato dallo storico Casalvetino Avv. Domenico Puzzolo Sigillo, da copie autentiche rilasciate dal figlio del suddetto Notaio, notaio anch’esso Don Antonino Di Blasi, conservatore degli atti del padre. Ecco il testo: Transazione: Die Vigesimo quarto mensis Martij Octavae Indictionis Millesimo Septingesimo Sexagesimo 1760. Sendo stata anni sono insorta la questione tra le due Confraternite, una sotto il titolo della SS. Annunziata e l’altra del glorioso martire San Teodoro di questa Terra di Casalvecchio per causa del loco” PIÙ MAGGIORE” nelle processioni delle festività di detta Santissima Annunziata e di S. Teodoro, pretendendosi dalla Confraternita della Santissima Annunziata nella processione della Festività di detta Gran Signora tantum spettarle lo anzidetto loco per il motivo che festeggiando la medesima per pulitica dovergli dare detto loco non ostante la consuetudine passata per cui in contrario s’avea. All’incontro però da detta Confraternita di San Teodoro pretendeasi il contrario d’osservarsi la detta consuetudine con darsegli il loco suddetto, come fondata precedente e più prima di detta della Santissima Annunziata pellochè sendo stati ambidue li procuratori di dette Confraternite in contraddittorio avanti il Tribunale della Gran Corte Archimandritale della nobile e fidelisima città di Messina, ed ivi dichiaratosi le reciproche raggioni, fu finalmente da detto Tribunale emanato atto Provvisionale per cui si ordinò di non dovere, né potere l’una Confraternita intervenire nella processione dell’altra nec e contra ma solamente in tutte le altre processioni solite farsi in detta Terra, ut actenus,e da allora in poi si è praticato, in dette Festività tantum a tenore di detto atto Provvisionale allo quale etc., adesso però conoscendosi dall’attuali rispettivi procuratori e Rettori di dette Confraternite la disunione delle medesime in dette processioni e per crescere con più attenzione e rispetto la divozione del popolo tutto verso la Beatissima Vergine e di San Teodoro e per non raddoppiare spese nelle dette festività; quindi per ovviarsi l’anzidetto si è stabilito che detti Procuratori e Rettori di venirsi alla presente transazione d’accordio della maniera infra d’espressarsi Impertanto oggi dì come sopra il Molto Reverendo Sacerdote Commissario del Santo Officio della Santissima Inquisizione, Don Antonino Cannavò, Don Pietro Lo Rè quondam Don Felice, Giuseppe Pizzolo quondam Francisco, Don Elia Di Blasio Pietro Curcio, Mario Mazzullo, Mario e Marco D’Amato, Domenico Pizzolo, Pietro Casablanca, Antonino Muscolino, Domenico Di Blasi, e Maestro Giuseppe Buongiorno del quondam maestro Giuseppe, come Procuratore e maggior parte delli Rettori di detta Confraternita di S. Teodoro dall’una nec non Notar Domenico Finocchio, Don Paolo Curcio, Don Domenico Lo Rè, Notar Giacomo Santoro, Don Angelo Pizzolo, Matteo Finocchio, e Nicotina Antonio, Giacomo Muscolino, Domenico Scarcella, Francesco Finocchio, Antonio Calabrò, quondam Antonino, Pietro Costa e Sebatino Costa, quondam Giacomo, dall’altra parte come Procuratore e maggior parte dei Rettori di detta Confraternita della Santissima Annunziata presenti e da me Notaro conosciuti spontaneamente in detti rispettivi nomi et in vim della presente Transazione ed accordio omnique alio,et meliori modo, per essi in detti nomi, e loro successori in perpetuum, et infinitum volsero e vogliono, promisero e promettono siccome si contentarono e contentano, di dovere le dette due Confraternite con loro rispettive insegne, simulacri ed altri intervenire e procesionare nelle processioni che da oggi innanzi unque inperpetuum et infinitum si faranno nel giorno della celebrazione della festività tanto della Santissima Annunziata quanto di detto glorioso martire S. Teodoro incominciando da quella che dimane giorno di detta Gran Signora si solennizzerà con questo però che la Confraternita festeggiante poco distante dalla Sua Chiesa debba incontrare l’altra convitata e questa convitante dopo che si farà tale incontro ed il solito dibattimento delle Bandiere dare la destra alla convitata sino che entrano in Chiesa nella quale chiesa la Confraternita della Santissima Annunziata ancorché festeggiante, quella di S. Teodoro debba situarsi in Chiesa in Cornu Evangelij dove è stata solito stare e nell’uscire la processione cioè nel giorno della Festività della Beatissima Vergine deve precedere, ed uscire prima la Confraternita di S. Teodoro con suoi insegne e simulacri e dopo quella della Santissima Annunziata, anco con suoi insegne e simulacri,nel giorno però della Festività di San Teodoro deve precedere et uscire prima dalla Chiesa la Confraternita della Santissima Annunziata e dopo la detta di San Teodoro con suoi insegni e simulacri e questo nonostante la suddetta inveterata consuetudine e disposizione di detto precalendato Atto Provisionale nec obstantibus quibusvis alijs in contrarium dictantibus et disponentibus quibus vicissim promiserunt e promittunt non uti etc, et non aliter etc. Dovendosi però da dette due Confraternite siccome per il presente detti rispettivi Procuratori e Rettori, per essi etc promettono osservare in tutte le altre Funzioni e processioni che in questa suddetta Terra soglionsi fare la maniera e modo di processionarsi, ut actenus solitum est con darsi il loco più maggiore alla suddetta Confraternita di S. Teodoro per essere stata fondata più antica di quella della Santissima Annunziata e per essere stato così praticato ed osservato nei tempi passati, sino alla questione di sopra insorta sentendosi di essere detto loco Maggiore quello vicino al reverendo Clero di essa suddetta Terra e non altrimenti. Dappiù dichiarano e promettono vogliono e comandano detti rispettivi Procuratori e Rettori non valersi né letarsi per l’avvenire di qualsivoglia sotterfugio legale atti jurium preservativi, o altro sì dell’una come dell’altra Confraternita fatti nel passato al fine di rescindere o annullare la presente Transazione d’ accordio e chi di dette parti vorrà innovare, insorgere lite o tentare la nullità della presente transazione ed accordio in tal caso sij tenuta tam nomine proprio, quam dictis nominibus obbligata conforme per il presente per essi e suoi etc. ad invicem si obbligano dare e pagare alla Confraternita che non sentirà né vorrà litigare né tentare la nullità suddetta non solo delle spese fatte nel litigio dell’insorta questione e di quell’altro giudizio da tentarsi come sopra ma anco la somma di onze cinquanta statim fatta o tentata lite, innovazione o nullità suddette non ostante etc.alias etc. di patto etc.Pregando per il presente detti Procuratori e Rettori all’Illustrissimo e Reverendissimo Monsignore Don Scipione Ardojno Vicario Generale di detta Gran Corte Archimandritale acciochè si benignasse col suo benestat in margine od in pede del presente confirmare ed approvare la suddetta transazione d’accordio per maggior validità della stessa e non approvandola si intenda siccome maj fosse stata fatta e non altrimenti. Quae omnia etc sub hjpoteca etc. Testes reverendi Sacerdotes Don Domenico Calabrò minor;Don Blasius Puglisi,Don Sebastianus Mazzullo ceterique . Firmati: Sacerdote Don Antonio Cannavò Procuratore della Confraternita di S. Teodoro contento di quanto di sopra. Notar Domenico Finocchio Procuratorio nomine suddetto confermo come sopra.

Seguono le firme di tutti gli altri Rettori mentre il sacerdote don Domenico Calabrò scrive: Fui presente e mi sottoscrivo per nome e parte delli sopradetti Antonino Muscolino, Domenico Di Blasio, Maestro Giuseppe Bongiorno e Domenico Lo Conti Rettori delle sopradette rispettive Confraternite per essi non sapere scrivere e di loro volontà confermo come sopra. (Ex actis quondam Notarij Don Mariani De Blasi Regia auctoritate, huius Terrae Casalis Veteris, olim patris mei extracta est presens copia per me Notarium Don Antoninum de Blasio, huius predicate Terrae, uti Conservatorem Particolarem ipsorum etc. Collatione salva).

]13] D. PUZZOLO SIGILLO, art. cit. pp. 122-123, Lustro 15°: “………….. La sua parrocchiale chiesa ( parlasi di Casalvecchio) è dedicata a S.Onofrio; avendone un’altra dei Monaci Basiliani, sotto il titolo di S.Maria Annunziata . Essendovi ancora la Chiesa di S. Teodoro Martire, questa fu offerta alli nostri Padri di Messina in occasione di avervi predicato, l’anno 1661, per la fondazione di un Convento, in accrescimento della provincia medesima di Messina.Era allora Archimandrita il Cardinale Sforza il quale per la soddisfazione del popolo suo suddito di detto Casalvecchio come anche per favorire la nostra Congregazone, non solamente condiscese alla fondazione ma anche si adoperò in Roma per il conseguimento del consenso apostolico di Alessandro Papa VII; con decreto della Sacra Cogregazione deputata di cui era segretario Mons. Prospero Fagnani. Già il Diffinitorio Generale dell’anno 1659 haveva concesso licenza di fondarsi due conventi in ogni Provincia e dal Diffinitorio annuale del 1661 sotto li 10 Maggio era stato dichiarato che nella Provincia di Messina uno delli detti dui Conventi fosse quello di Casalvecchio . Perciò li padri di Messina trattarono di fondarlo in detta Chiesa di S. Teodoro ed essendo disposti li deputati suoi a concederla il Deffinitorio dell’anno 1662 sotto il 27 settembre, approvò che ivi si facesse la fondazione con riserva delle licenze che dovevano precedere. Si differì l’esecuzione sino all’anno 1663 nel quale il Cardinale Sforza Archimandrita fece dare l’assenso del suo Vicario Generale, sotto il 13 Aprile sicchè li padri di Messina mandarono uno di loro con mandato di procura per prenderne possesso. Il Diffinitorio annuale del detto anno 1663 sotto il 30 Maggio, diede commissione al P. Alessandro del Gesù Priore di S. Restituta, al padre Mario di S. Oliva Priore della B.V. Annunziata di Palermo, al P. Paolo di Gesù Maria Lettore ed al P. Alberto di S. Francesco Maestro di Professi di far formare da qualche architetto il Disegno del Convento che si doveva fabbricare, l’esaminassero e l’approvassero per voti segreti, di poi lo mandassero al P. Vicario Generale in Roma, acciò fosse ammesso dal medesimo Deffinitorio, come fu eseguito, sicchè il Diffinitorio del detto anno 1663 alli 29 novembre vi elesse Presidente il P. Alessio di San Paolo il quale vi andò l’anno 1664. Dopo essersi fatta la fabbrica sufficiente alla famiglia di dodici Religiosi, il Deffinitorio dell’anno 1671 dichiarò questo convento CASA DI PRIORATO eleggendovi per primo Priore il padre Raffaele della Presentazione e per Sottopriore il P. Damiano di S. Antonio”.
 
[14] Per giudicare del grado di civiltà e di cultura di questo centro basta tener presente che in un paesello di provincia,nel settecento, quando l’istruzione non era né obbligatoria né pubblica ma solo lusso di privati per cui l’analfabetismo non solo imperava anche nelle classi elevate ma era addirittura un vanto dei nobili (non firma perché nobile), su 28 persone intervenute nel citato atto di transazione tra le due confraternite, 4 soltanto non hanno firmato perché analfabeti.

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